Il Marmo

Il  Marmo

 

Marmo è stato ampiamente utilizzato sin dall’antichità come materiale per la scultura e per l’architettura. Il basso indice di rifrazione della calcite, di cui è principalmente composto, permette alla luce di “penetrare” nella superficie della pietra prima di essere riflessa, e conferisce a questo materiale (e soprattutto ai marmi bianchi) una speciale luminosità.

Questo termine deriva dal greco marmaros, con il significato di “pietra splendente”, e serviva ad indicare qualsiasi pietra “lucidabile”, ossia la cui superficie poteva essere fatta diventare lucida mediante levigatura.

Processo di formazione

Il marmo è una roccia metamorfica composta prevalentemente di carbonato di calcio (CaCO3). Il marmo si forma attraverso un processo metamorfico da rocce sedimentarie, quali il calcare o la dolomia, che provoca una completa ricristallizzazione del carbonato di calcio di cui sono in prevalenza composte e danno luogo ad un mosaico di cristalli di calcite o di dolomite (minerale). L’azione combinata della temperatura e la pressione, durante la trasformazione della roccia sedimentaria, porta alla progressiva obliterazione delle strutture e tessiture originariamente presenti nella roccia, con la conseguente distruzione di qualsiasi fossile, stratificazione o altra struttura sedimentaria presenti nella roccia originaria.

I Marmi greci

marmo penteli decorativo stampaggio di un tempio

Marmo Penteli, decorativo stampaggio di un tempio
Erechtheion sul tempio dell’Acropoli della dea Atena.

La Grecia antica era ricca di cave, con numerose varietà pregiate di colori bianchi (pentelico, tasio, nassio, pario). I templi greci originariamente in legno, coperto di argilla dipinta a colori vivaci, sono stati in seguito realizzati in marmo (Cicladi) o calcare grigio (Peloponneso). L’uso di questa pietra è stato ampiamente utilizzato in quanto le origini della scultura e dell’architettura del periodo classico greco, a partire soprattutto dai monumenti e templi dell’Acropoli di Atene del V secolo a.C. Il Partenone fu costruito interamente in blocchi pentelico.

 

I marmi Romani

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La memoria monumento a Vittorio Emanuele II, a Roma

Per influenza della cultura greca, il marmo venne considerato nella Roma antica un materiale particolarmente pregiato e man mano che nuovi territori venivano conquistati ne iniziarono a Roma le importazioni. Gli alti costi dovuti al trasporto da cave, spesso lontane dal luogo di impiego, lo resero inizialmente un materiale di lusso, da utilizzarsi per i monumenti pubblici, o per le ricche decorazioni delle superfici interne delle dimore private.

In epoca repubblicana i primi templi costruiti interamente in marmo bianco (II secolo a.C.: tempio di Ercole Vincitore nel Foro Boario) utilizzavano marmi importati dalle cave greche, accompagnati probabilmente da maestranze in grado di eseguirne la lavorazione (la Grecia era divenuta provincia romana nel 146 a.C.). Nelle intenzioni dei committenti, dovevano impressionare il “pubblico” con l’uso massiccio di un materiale tanto costoso e nobile.

Nel corso del I secolo a.C. iniziò lo sfruttamento delle cave di Luni (marmo lunense, oggi “marmo di Carrara”), che rappresentava un sostituto di buona qualità e più economico (per i minori costi di trasporto) dei marmi bianchi importati dalla Grecia.

I Marmi moderni

E’ stato intorno al XVe e XVIe secolo che il gusto per il marmo ha ripreso vigore, attraverso il Rinascimento, sia italiano che francese. Il glorioso regno dei Medici in Toscana, mostrò appieno le bellezze derivanti dall’uso del marmo. Michelangelo mostrò il valore dei marmi antichi.In Francia attraverso il marmo si mette in scena l’identità nazionale. Non a caso, Luigi XIV ha costruito Versailles utilizzando i migliori materiali del regno tra cui il marmo, proveniente dai Pirenei, dalla Linguadoca e dalla Provenza.

Ma il marmo di altissima qualità,

 

Diverso per colo Diverso per colori e sfumature,

 

Costoso perché sempre più raro,

 

Sinonimo di ricchezza,

 

Rimarrà per sempre…

 

Il marmo italiano.

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